{"id":625,"date":"2021-01-31T16:25:26","date_gmt":"2021-01-31T15:25:26","guid":{"rendered":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/?p=625"},"modified":"2021-01-31T16:29:39","modified_gmt":"2021-01-31T15:29:39","slug":"625","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/?p=625","title":{"rendered":"PER UNA SOCIETA&#8217; LIBERA E SOLIDALE. Documento della FAS per l&#8217;azione diretta dal basso."},"content":{"rendered":"<p><strong>Per una societ\u00e0<br \/>\nlibera e solidale<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-627\" src=\"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/files\/2021\/01\/primo-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"1414\" srcset=\"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/files\/2021\/01\/primo-1.jpg 1000w, https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/files\/2021\/01\/primo-1-212x300.jpg 212w, https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/files\/2021\/01\/primo-1-724x1024.jpg 724w, https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/files\/2021\/01\/primo-1-768x1086.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p>La pandemia da Sars-CoV-2, il virus che provoca la malattia denominata Covid-19, sta determinando un profondo stravolgimento delle nostre vite e delle nostre abitudini: cessazione dell\u2019attivit\u00e0 in diversi settori economici, sospensione delle lezioni nelle scuole, confinamento nelle case (per chi ce l\u2019ha) di una parte consistente della popolazione mondiale. Non a caso, quindi, si parla di evento epocale che potrebbe segnare una svolta nella storia dell\u2019uomo.<br \/>\nGli Stati e i governi reagiscono al diffondersi del contagio in modo spesso disordinato e improvvisato. Viene imposto il divieto di circolare e muoversi liberamente con un accavallarsi di decisioni e controindicazioni inestricabili e anche contraddittorie; \u00e8 previsto un sostegno economico per chi \u00e8 impossibilitato a svolgere il proprio lavoro, ma anche in questo caso confusione e ritardi sono la norma,\u00a0mentre la gran parte delle risorse \u00e8 appannaggio di imprese e grandi aziende e contemporaneamente centinaia di migliaia di famiglie sono abbandonate a se stesse, sostenute solo da una diffusa solidariet\u00e0; il sistema sanitario \u00e8 in grande affanno, travolto dall\u2019emergenza e solo con grandissimi sforzi da parte dei lavoratori si cerca di contenere l\u2019incalzare del contagio, tuttavia rimane il fatto che l\u2019Italia fa registrare uno tra i pi\u00f9 alti tassi di mortalit\u00e0 per covid al mondo.<\/p>\n<p><strong>Salvare l\u2019ordine esistente<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019azione pi\u00f9 rilevante dei governi \u00e8 indirizzata a preservare le attuali strutture economiche e sociali in quanto una crisi cos\u00ec profonda e pervasiva potrebbe fare vacillare l\u2019ordine esistente. E\u2019 quindi necessario fare ricorso all\u2019apparato costrittivo e propagandistico per mantenere inalterati gli equilibri sociali. Seminare paura e insicurezza e, nello stesso tempo, prospettare un\u2019unica via d\u2019uscita sono argomenti indispensabili in questo percorso. Come \u00e8 fondamentale mantenere la centralit\u00e0 del sistema produttivo e finanziario. L\u2019attivit\u00e0 economica delle grandi aziende non si \u00e8 quasi mai arrestata, pure nei momenti pi\u00f9 duri della pandemia si \u00e8 continuato a produrre persino armi; le borse hanno continuato a speculare, l\u2019azionariato a percepire dividendi, la ricchezza a concentrarsi sempre pi\u00f9 nelle mani di pochi, come certificano tutte le statistiche. Per evitare l\u2019accendersi di pericolosi focolai di rivolta si \u00e8 cercato di fornire il minimo vitale ad una parte di popolazione in sofferenza, al resto ci ha pensato la carit\u00e0 o la solidariet\u00e0. Intanto il debito pubblico italiano ha continuato e continua ad aumentare, a fine emergenza si prevede raggiunger\u00e0 il 160% del Pil, mentre la questione delle insostenibili disuguaglianze viene sollevata con molta cautela e in forme di pantomima politica. L\u2019arrivo del vaccino ha rappresentato la quadratura del cerchio: potere e scienza possono far fronte a qualsiasi emergenza, pur grave, tutto pu\u00f2 continuare sullo stesso binario. Il ritorno alla normalit\u00e0, vaccinati e contenti, pu\u00f2 avvenire all\u2019insegna della ripresa economica, della crescita del Pil, della stabilizzazione dei rapporti sociali. Recovery Fund, Mes e ogni altro strumento della finanza pubblica per accrescere investimenti e produttivit\u00e0 sono l\u00ec a dimostrarlo. Pazienza per i morti.<br \/>\nTuttavia niente pu\u00f2 nascondere il fatto che una societ\u00e0 che si ritiene ricca, moderna, avanzata si \u00e8 scoperta debole nell\u2019affrontare questa drammatica situazione. L\u2019Italia fa i conti : con un sistema sanitario al collasso \u2013 dopo che per anni si \u00e8 fatto di tutto per smantellare la sanit\u00e0 pubblica -; con un apparato di protezione sociale troppo debole; con un mondo del lavoro frammentato e fragile \u2013 lavoratori precari, sottopagati, sfruttati-, esposto al rischio del contagio spesso inutilmente; con una diffusa povert\u00e0 che ha portato sull\u2019orlo della fame centinaia di migliaia di persone. Tutto questo, \u00e8 chiaro, non scomparir\u00e0 col vaccino e neppure se i fondi del Recovery ammontassero a mille miliardi.<br \/>\nPer contro \u00e8 risultato evidente quali sono le nostre reali e inderogabili necessit\u00e0: disporre di cibo sufficiente, vivere in comunit\u00e0 solidali, usufruire di un sistema sanitario diffuso ed efficace.<\/p>\n<p><strong>I frutti avvelenati dell\u2019aggressione alla natura<\/strong><\/p>\n<p>Tra le tante evidenze che la pandemia ha reso inoppugnabili c\u2019\u00e8 la grave emergenza climatica e ambientale che, a parere della stragrande maggioranza degli scienziati, ha messo in atto processi irreversibili se non si interviene immediatamente e radicalmente. La stessa odierna pandemia \u00e8 il frutto avvelenato di un\u2019aggressione alla natura senza precedenti. Gi\u00e0 da tempo gli scienziati avvertivano del possibile pericolo di una pandemia: la Sars, la Mers, l\u2019aviaria degli anni scorsi ci hanno fatto correre il rischio di precipitare nel buio in cui ci troviamo adesso. E non \u00e8 escluso che nuovi patogeni e nuove pandemie si profilino all\u2019orizzonte, se non si pone rimedio al sistematico depredamento delle risorse e dei beni. Se la crisi pandemica non \u00e8 estranea alla crisi ecologica, anzi ne \u00e8 la diretta conseguenza, le molteplici crisi che da decenni ci affliggono \u2013 economica, sociale, di genere, intergenerazionale, di equit\u00e0, di valori \u2013 sono legate tutte da un filo che conduce diritto al sistema di produzione di mercato basato sulla crescita e sull\u2019accumulazione. Persino la parola crisi appare perci\u00f2 riduttiva, se consideriamo che l&#8217;impiego della potenza scientifica e tecnologica da parte del capitalismo da sempre costituisce una continua aggressione agli esseri viventi e all&#8217;intero ecosistema. Cos\u00ec il precario benessere di cui gode una parte minoritaria degli uomini che abitano il pianeta terra, \u00e8 veramente ben poca cosa se paragonato a tutte le guerre, le distruzioni, le sofferenze che il modello occidentale ha causato. Non di una semplice riconversione ecologica c\u2019\u00e8 bisogno oggi, ma di un cambio di paradigma produttivo e sociale, di un\u2019economia che trovi fondamento nella natura e sia a misura umana, di una societ\u00e0 che si basi sul mutuo appoggio e sull\u2019autogoverno.<\/p>\n<p><strong>Per un cambio di paradigma produttivo e sociale<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019esperienza cos\u00ec sconvolgente e dirompente come quella che stiamo vivendo avrebbe dovuto mettere in discussione radicalmente il nostro modello di sviluppo. Invece cos\u00ec non \u00e8, il dibattito pubblico \u00e8 tutto teso a ripristinare le condizioni precedenti, proprio quelle che ci hanno scaraventato in questo cul de sac e stanno mettendo a repentaglio il futuro delle giovani generazioni. Simbolicamente due questioni rappresentano questo clima che ha il sapore della restaurazione: il debito pubblico e la patrimoniale. In Italia, in particolare, si tratta per le classi dirigenti \u2013 politici, imprenditori, intellettuali \u2013 di due argomenti tab\u00f9. Il debito pubblico crescer\u00e0 in modo smisurato per affrontare l\u2019emergenza, il buon senso dovrebbe suggerire che in questo momento sarebbe opportuno: primo non continuare a indebitarsi e reperire i fondi necessari da risorse interne \u2013 tassazione delle ricchezze accumulate, lotta all\u2019evasione, taglio delle spese inutili, a cominciare da quelle militari e per le grandi opere dannose, attivazione di un circuito economico su scala locale attraverso strumenti di scambio alternativi (moneta di conto come il sardex, ad esempio) -; secondo distribuire il peso del debito in modo\u00a0da far pagare di pi\u00f9 a chi pi\u00f9 ha, attraverso l\u2019introduzione di una patrimoniale o di una tassazione adeguata che colpisca le grandi e le medie fortune; terzo ridiscutere una volta per tutte l\u2019esistenza stessa del debito per giungere ad una sua cancellazione. Niente di ci\u00f2 \u00e8 all\u2019ordine della discussione generale e quando se ne parla incidentalmente \u00e8 solo per stigmatizzare chi ha osato pensare che sarebbe opportuno far pagare anche chi possiede grandi ricchezze. Dovrebbe stupire che oggi in Italia non esista un efficace sistema di tassazione progressivo, avviene invece esattamente il contrario: chi lo propone \u00e8 considerato sovversivo o inguaribile sognatore.<br \/>\nLa verit\u00e0 invece \u00e8 che il debito pubblico accumulato dall\u2019Italia nel corso degli ultimi trent\u2019anni \u00e8 stato ripagato abbondantemente con gli interessi: su 2.200 miliardi di debito sono stati pagati 3.300 miliardi (dati 2017). Nella storia si \u00e8 sempre verificato che quando un debito diventa inesigibile o ingiusto viene cancellato. Perch\u00e9 nulla fanno politici e partiti \u00e8 una domanda alla quale dovremmo rispondere\u00a0collettivamente.<\/p>\n<p><strong>Mettere in discussione il modello della crescita quantitativa e la societ\u00e0 di mercato<\/strong><\/p>\n<p>Mentre il dibattito su debito e patrimoniale viene censurato, ampio spazio viene dato ai temi della riconversione ecologica e della digitalizzazione. Se la connessione tra pandemia ed ambiente non viene chiaramente esplicitata, tuttavia nessun governo (o quasi) oggi nega l\u2019esistenza di un\u2019emergenza ecologica. Da qui la proposta di misure che limitino l\u2019impatto delle attivit\u00e0 umane, soprattutto riguardo all\u2019emissione di CO2. Il green new deal \u00e8 lo slogan adottato a livello mondiale per marcare l\u2019impegno dei governi nella transizione ecologica. Ma come si pu\u00f2 pensare di invertire la rotta sulla questione ambientale e parlare di sviluppo sostenibile senza mettere in discussione il modello della crescita quantitativa e l\u2019organizzazione della societ\u00e0 di mercato? Per fare un solo esempio molta enfasi viene posta sull\u2019importanza di modificare alcuni comportamenti individuali e collettivi, come il consumo eccessivo di carne e il ricorso a mezzi di trasporto privati. Non che tali comportamenti non possano essere modificati, ma se per un attimo immaginiamo che nel giro di qualche mese tutti consumassimo meno carne o ci spostassimo con mezzi pubblici \u00e8 facile prevedere uno shock del sistema attuale. Ancora, mangiare cibi naturali e biologici farebbe bene alla nostra salute e a quella dell\u2019ambiente. Ma se non si riorganizza il sistema della produzione, della distribuzione, del lavoro, persino del tempo di vita delle persone, solo una infima parte della popolazione potr\u00e0 adottare questi comportamenti virtuosi, con impatto quasi nullo sulla salute della terra. Non basta allora parlare di riconversione ecologica, questa societ\u00e0 non pu\u00f2 essere riconvertita in termini ecologici perch\u00e9 il suo modello di sviluppo \u00e8 in contrasto col rispetto della natura (e degli uomini).<br \/>\nLa digitalizzazione, d\u2019altra parte, viene prospettata come la soluzione a molti problemi del post ma anche del pre-pandemia, come l\u2019inarrestabile futuro delle nostre societ\u00e0, cui il contagio sta facendo da acceleratore. Per questo i governi intendono avviare intensi programmi di informatizzazione. Vi sono tuttavia molte questioni irrisolte sull\u2019impatto generale di un futuro digitale che dovrebbero indurre cautela e diffidenza da parte delle popolazioni. Ne elenchiamo alcune. Innanzitutto una maggiore automazione nell\u2019attuale mondo del lavoro non pu\u00f2 che comportare pi\u00f9 precarizzazione e disoccupazione. In secondo luogo, attualmente reti e dati sono nelle mani di alcune grandi multinazionali. Maggiore digitalizzazione in questo contesto vorr\u00e0 dire consegnarsi definitivamente allo strapotere dei magnati di internet. Ancora recenti studi delle neuroscienze hanno evidenziato come il cervello dei cosiddetti nativi digitali si stia modificando a causa della loro esposizione alla tecnologia. E\u2019 una questione enorme che richiederebbe molta prudenza. Inoltre, se per salvare il pianeta bisogner\u00e0 andare verso una territorializzazione della produzione e delle relazioni, quale dovrebbe essere l\u2019utilit\u00e0 di una rete cos\u00ec diffusa e pervasiva? Infine, il controllo dei dati attraverso sofisticati algoritmi sta sempre pi\u00f9 diventando un efficace strumento di controllo sociale da parte di governi ed enti privati che cos\u00ec manipolano comportamenti e orientano opinioni.<\/p>\n<p><strong>Non aspettiamoci risposte dai governi<\/strong><\/p>\n<p>Nessuna risposta decisiva alla pandemia pu\u00f2 dunque venire dai governi, intenti a tutelare privilegi e gerarchie, a perpetuare strutture economiche e finanziarie vigenti. Non lasciamoci ingannare dall\u2019apparente e rinnovato protagonismo degli Stati che si sono assunti l\u2019onere della risposta alla pandemia. Questo interventismo \u00e8 oggi frutto dell\u2019emergenza ed agisce all\u2019interno di un quadro coerentemente neoliberista. Non ci sar\u00e0 un nuovo riformismo, anche quando i governi sembrano assumere un programma riformista. L\u2019epoca del riformismo, tanto pi\u00f9 un riformismo dall\u2019alto operato dai governi anche in assenza di una forte spinta della societ\u00e0, \u00e8 tramontata. Il riformismo novecentesco trovava la sua ragion d\u2019essere nella volont\u00e0 di integrare le masse nella societ\u00e0 di mercato, per sterilizzarne il potenziale rivoluzionario; oggi un\u2019economia, che in gran parte si autoalimenta attraverso la speculazione finanziaria, pu\u00f2 funzionare anche a dispetto, se non contro, la societ\u00e0. Gli andamenti della Borsa e l\u2019accumulazione senza precedenti della ricchezza nelle mani di pochi lo stanno a dimostrare. Del resto governi e capitale hanno sempre collaborato per realizzare la societ\u00e0 dello sfruttamento e delle disuguaglianze. Rifondare un\u2019economia sociale dovr\u00e0 essere compito delle classi subalterne o se vogliamo di quel 99% che, secondo il celebre slogan del movimento Occupy Wall Street, viene soggiogato dall\u20191%. Solo una forte e determinata mobilitazione sociale che sappia avere una chiarezza di obiettivi e un\u2019autonomia di iniziativa pu\u00f2 provare a ribaltare una china che altrimenti appare indirizzata verso nuove e pi\u00f9 travolgenti catastrofi.<\/p>\n<p><strong>La storia lo ha dimostrato\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Ma la storia ha anche abbondantemente dimostrato che una prospettiva anarchica e libertaria \u00e8 quella che pu\u00f2 portare ad una svolta reale. Gli strumenti teorici e pratici dell\u2019anarchismo, messi in atto a pi\u00f9 latitudini da vari movimenti popolari, sono quelli pi\u00f9 consoni al grado di liberazione cui l\u2019umanit\u00e0 oggi aspira. Azione diretta, equivalenza mezzi-fini, socializzazione e autogestione. Occorre, come si diceva, avere ben chiaro il percorso da intraprendere, la metodologia di lotta, l\u2019approdo verso una societ\u00e0 liberata. Chiamiamola societ\u00e0 della decrescita, della sussistenza, della cura, del buen vivir, non \u00e8 una questione nominale, \u00e8 fondamentale che tale societ\u00e0 affronti l\u2019emergenza ecologica e concretizzi sempre pi\u00f9 spazi di libert\u00e0 e forme di uguaglianza. Per realizzare ci\u00f2 si deve attivare un processo decisionale che parta dal basso attraverso assemblee di quartiere, di paese e nei luoghi di lavoro, fino ad abbracciare ambiti sempre pi\u00f9 ampi sul piano regionale, nazionale e internazionale; un processo che applichi i principi della democrazia diretta, della rotazione e della revocabilit\u00e0 degli incarichi. Strumenti privilegiati per condurre lotte sempre pi\u00f9 profonde e determinate dovranno essere: scioperi; scioperi alla rovescia sull\u2019esempio di quelli realizzati dal movimento contadino nel secondo dopoguerra o quelli praticati da Danilo Dolci; blocchi delle attivit\u00e0 nocive e dannose; occupazioni delle attivit\u00e0 produttive per volgerle al bene collettivo.<\/p>\n<p><strong>Mobilitazione ampia, rivendicazioni precise<\/strong><\/p>\n<p>Per cominciare sar\u00e0 necessario costruire una mobilitazione ampia e capace di mantenere una propria autonomia di indirizzo che metta al centro precise rivendicazioni e prefiguri un superamento dell\u2019economia di mercato. Ecco alcune schematiche e immediate proposte da mettere in campo:<\/p>\n<p>Affrontare l\u2019emergenza pandemica: potenziando in prima istanza la medicina di base e l\u2019assistenza domiciliare; mettendo a disposizione di tutti e gratuitamente strumenti di protezione individuale, esami clinici, cure e tamponi; ripensando alla riorganizzazione del sistema sanitario su base territoriale, con autonomia di gestione a livello comunitario e comunale; affidando la gestione dei ristori alle comunit\u00e0 e agli enti locali in modo che possano attingere a risorse diversificate, promuovere forme concrete di solidariet\u00e0 e prefigurare una riorganizzazione dell\u2019economia locale in senso mutualistico.<\/p>\n<p>Avviare una campagna che, da subito, ottenga una riduzione e distribuzione delle ore di lavoro;<\/p>\n<p>Sostenere e realizzare un\u2019agricoltura naturale, locale e di prossimit\u00e0 che metta al bando prodotti e tecniche (pesticidi, OGM, ipersfruttamento del suolo) dannose, che non ricorra a logiche industriali e riacquisisca una dimensione di rispetto e complementariet\u00e0 con l\u2019ambiente e gli esseri viventi che lo abitano;<\/p>\n<p>Realizzare forme di distribuzione dei beni legate ad un territorio limitato che contrastino la grande distribuzione organizzata e qualsiasi forma di consumismo;<br \/>\nRiqualificare il territorio e l\u2019ambiente affrontando il degrado idrogeologico, il consumo di suolo, l\u2019inquinamento e mettendo al bando le grandi opere;<br \/>\nOperare la gestione collettiva dell\u2019acqua e del servizio dei rifiuti. Approvvigionamento idrico garantito a tutti e in grado di soddisfare anche le esigenze di un\u2019agricoltura pulita e compatibile; attuazione di una raccolta differenziata dei rifiuti che punti al riciclo e al riuso sul modello zero rifiuti;<\/p>\n<p>Realizzare una mobilit\u00e0 efficace, sicura, interconnessa, accessibile a chiunque e compatibile con il benessere dell&#8217;ecosistema; consentire a tal fine il potenziamento dei mezzi ecologici e la partecipazione collettiva ai progetti di sviluppo e di adeguamento dei sistemi di mobilit\u00e0;<\/p>\n<p>Opporsi alle spese militari, alle politiche di militarizzazione dei territori, alla produzione e al commercio di armamenti, alla presenza militare nelle diverse aree globali sottoposte alle strategie imperialiste, per destinare le ingentissime risorse risparmiate ad ambiti essenziali e vitali per la popolazione;<\/p>\n<p>Liberarsi dal mito dell\u2019industrializzazione, dello sviluppo e della crescita, insostenibili per l\u2019ambiente, per gli esseri umani, per il futuro delle societ\u00e0;<br \/>\nPromuovere forme di organizzazione orizzontali, assembleari, all\u2019insegna dell\u2019azione diretta e in un\u2019ottica federalista, per sviluppare un movimento unitario dal basso che accolga le esperienze di lotta esistenti per inceppare il sistema e gettare le basi per un cambiamento reale del presente.<\/p>\n<p><strong>Federazione Anarchica Siciliana<\/strong><br \/>\n<strong>aderente all\u2019internazionale di Federazioni Anarchiche<\/strong><br \/>\nfas.corrispondenza@inventati.org &#8211; fasiciliana.noblogs.org<br \/>\nfebbraio 2021<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per una societ\u00e0 libera e solidale La pandemia da Sars-CoV-2, il virus che provoca la malattia denominata Covid-19, sta determinando un profondo stravolgimento delle nostre vite e delle nostre abitudini: cessazione dell\u2019attivit\u00e0 in diversi settori economici, sospensione delle lezioni nelle &hellip; <a href=\"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/?p=625\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2418,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-625","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-general"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/625","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2418"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=625"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/625\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":631,"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/625\/revisions\/631"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}