{"id":651,"date":"2021-04-23T15:26:10","date_gmt":"2021-04-23T13:26:10","guid":{"rendered":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/?p=651"},"modified":"2021-04-23T15:26:26","modified_gmt":"2021-04-23T13:26:26","slug":"gli-arditi-del-popolo-a-palermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/?p=651","title":{"rendered":"GLI ARDITI DEL POPOLO A PALERMO"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>GLI ARDITI DEL POPOLO A PALERMO<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"> <i>Una targa affissa il 24 aprile scorso nel luogo dov\u2019era la Camera del Lavoro sindacalista di via Lungarini, in cui si riunivano nel 1921 gli anarchici e i repubblicani rivoluzionari di Palermo, intende ricordare i 100 anni dal primo episodio di lotta armata al fascismo in quella citt\u00e0.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Nel Luglio di quell\u2019anno, il fascismo in Sicilia era ancora debole (il mese dopo, anche tra le file della destra nazionalista, c\u2019era chi scommetteva sulla sua imminente scomparsa) e alla ricerca di popolarit\u00e0. Ancor pi\u00f9 a Palermo, dove uno scossone bene assestato avrebbe potuto mandarlo all\u2019aria. Da qualche mese, unitamente ai nazionalisti, in concomitanza con le elezioni politiche di Maggio, aveva iniziato a Palermo una campagna contro il caroviveri, che non ebbe particolare successo anche perch\u00e9 si limitava all\u2019autoriduzione della spesa nei piccoli esercizi. Pass\u00f2 quindi, come in altre parti dell\u2019Isola, alle aggressioni e alle insolenze squadristiche nei confronti dei militanti dei gruppi politici di sinistra. Alla vigilia del 1\u00b0 maggio arrec\u00f2 un duro colpo alle organizzazioni proletarie distruggendo la sede della F.I.O.M., contigua alla Camera del lavoro di via Lungarini. I fascisti, nonostante la presenza delle Guardie Regie, riuscirono a penetrare dal balcone e la incendiarono: la sindacalista socialista Maria Giudice ed una figlia, che ne erano ospiti, si salvarono calandosi in strada con delle lenzuola. Alcuni dei fascisti in fuga vennero tuttavia intercettati, bastonati dagli operai e consegnati alla polizia. L\u2019indomani 1\u00b0 maggio seguirono altri scontri che portarono all\u2019arresto di quattro operai e allo sciopero generale che, il 2 maggio, paralizz\u00f2 la citt\u00e0. Il 24 maggio c\u2019era stato un altro tentativo di irruzione all\u2019universit\u00e0, prontamente respinto dagli studenti comunisti. I fascisti avevano perci\u00f2 ripiegato sui pubblici ritrovi dove emettevano grida, cantavano inni, imponevano alle orchestre di suonare <i>Giovinezza<\/i>, ecc&#8230; Chi protestava veniva malmenato. Il primo a farne le spese era stato un comunista, Romeo Castellana, che tuttavia, difendendosi a pugni e botte contro le rivoltelle puntategli contro, era riuscito da solo a mettere in fuga i suoi assalitori. L\u2019episodio venne commentato dall\u2019Artigliere (alias Paolo Schicchi) sul \u201cVespro Anarchico\u201d del 20 agosto (che si pubblic\u00f2 in ritardo per la carcerazione subita dal redattore responsabile, Gabriele Pappalardo, di cui diremo). L\u2019Artigliere invitava i giovani comunisti di Palermo a collaborare con le forze antifasciste per organizzare gli \u201cArditi del popolo\u201d anche a Palermo, come si stava facendo in altre citt\u00e0 d\u2019Italia e dell\u2019Isola, \u201c<i>ma a condizione ch\u2019essi siano l\u2019espressione di tutto il proletariato in armi, i soldati della rivoluzione sociale, l\u2019avanguardia di tutti i ribelli e non mai i giannizzeri d\u2019una despotia orientale, i mammalucchi d\u2019una dittatura militaresca, i cosacchi d\u2019un conte di Culagna in sessantaquattresimo, i poliziotti di una fazione rossa<\/i>\u201d: come si espresse nel suo linguaggio immaginifico. \u201c<i>Persuadetevi una buona volta<\/i> \u2013 continuava &#8211; <i>che la rivoluzione sociale non sar\u00e0 possibile se tutte le forze proletarie veramente ribelli non combatteranno unite<\/i>\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Nello stesso numero del giornale si dava conto di quanto nel frattempo era accaduto. Su proposta del gruppo anarchico palermitano, il 22 luglio era stata deliberata dai comunisti, nella Camera del Lavoro di via Maestri d\u2019Acqua, da loro egemonizzata, la nascita di tre squadre d\u2019azione, prima fase per la successiva costituzione della sezione degli \u201cArditi del popolo\u201d (o \u201cArditi Rossi\u201d &#8211; che per\u00f2 erano tutt\u2019altra cosa &#8211; come titolava il giornale). Il 25 luglio vi era stato un primo scontro a fuoco in Piazza Alberigo Gentile, in seguito al quale due fascisti erano rimasti feriti. Cos\u00ec Paolo Schiccchi racconta l\u2019episodio: \u201c<i>Un manipolo di giovani, di giovani ferventi d\u2019ideali, non di criminali stipendiati, pens\u00f2 di difendere e di difendersi (&#8230;), si costitu\u00ec in numerosa legione, non per provocare ma per difendersi<\/i> (&#8230;) <i>Aveva affrontato i fascisti e li aveva messi in fuga come tante carogne a bastonate ed a sputacchiate. Vi furono dei feriti. L\u2019indomani sera, dopo il conflitto di Piazza Alberigo Gentile, la P.S. circond\u00f2 la Camera del lavoro. Quando i giovani entrarono, fece largo e li lasci\u00f2 passare indisturbati; ma all\u2019uscita tese loro l\u2019imboscata, l\u2019accerchi\u00f2 (erano una ventina) e li port\u00f2 in questura. Dopo perquisitili ed interrogatili, ne rilasci\u00f2 una parte trattenendo i caporioni. Il compagno Gabriele Pappalardo, redattore responsabile del nostro giornale, venne arrestato dopo, da solo, mentre si avviava verso la Camera del Lavoro. Portato in questura e perquisito con esito negativo, fu ci\u00f2 nonostante trattenuto e l\u2019indomani tradotto in carcere<\/i> (&#8230;) <i>L\u2019indomani dell\u2019arresto del compagno Pappalado, gli fu perquisita la casa, pur con esito negativo. Ma il corpo del reato doveva trovarsi ad ogni costo: i libri. Fra questi ve n\u2019era uno da me dedicato a lui in occasione delle sue nozze:<\/i> Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra<i> di Federico Nietzsche. Il reato c\u2019era: il libro<\/i> (&#8230;) <i>La pubblica sicurezza lavor\u00f2 quattro intere giornate per formulare l\u2019accusa: i giovani Pappalardo, Drago, Corallo, Sturiani, Albegiani, Fardella, Librizzi (padre e figlio), Maramanni sono imputati, secondo la P.S., di mancato omicidio in persona dell\u2019ex tenente Corrao, e per la magistratura inoltre per lesione reciproca con i fascisti<\/i> (&#8230;) <i>Alla questura importava, pur sapendo che verso gli arrestati non c\u2019era luogo a procedere, di arrestarli, per incarcerarli e distruggere il movimento iniziato, e far subire loro un po\u2019 di carcere preventivo<\/i>\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Anche Gladiator (alias Gaspare Cannone), in una corrispondenza inviata a \u201cUmanit\u00e0 Nova\u201d il 9 settembre, riteneva che il questore di Palermo stesse usando come pretesto lo scontro con i fascisti \u201c<i>per togliere dalla circolazione coloro che gi\u00e0 da parecchio tempo sono presi di mira<\/i>\u201d a causa dello sviluppo considerevole che \u201c<i>a Palermo, il movimento sovversivo, da alcun tempo in qua prendeva <\/i>(&#8230;)<i> e la pubblicazione dei numeri del <\/i>Vespro Anarchico<i> molto vi contribuiva<\/i>\u201d. La polizia, in particolare, se l\u2019era presa con Gabriele Pappalardo \u201c<i>nella sua qualit\u00e0 d\u2019indomito difensore della classe dei sarti<\/i>\u201d, di cui aveva recentemente condotto uno sciopero vittorioso, e gerente del \u201cVespro Anarchico\u201d, e contro \u201c<i>il giovane mutilato di guerra ex tenente Albiggiani<\/i> (&#8230;) <i>puro repubblicano<\/i>\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Le carte della Questura di Palermo, che riceveva notizie \u201cconfidenziali\u201d dettagliate dall\u2019interno della stessa Camera del Lavoro di Via Maestri d\u2019Acqua, e le ricerche di Giuseppe Miccich\u00e9, Marco Rossi ed Eros Francescangeli, rendono il quadro un po\u2019 pi\u00f9 complicato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">L\u2019idea di costituire squadre di \u201cArditi del popolo\u201d era venuta paradossalmente, fin dal 1\u00b0 giugno, ai socialisti palermitani, che avevano pensato di far venire in Sicilia l\u2019onorevole Mingrino, uno degli esponenti nazionali dell\u2019organizzazione. Ma poi vi avevano rinunciato, essendo il partito socialista impegnato nella stesura del patto di pacificazione coi fascisti che sar\u00e0 in vigore dal 3 agosto. Erano stati quindi gli anarchici a sponsorizzarla, trovando nei giovani comunisti un terreno favorevole, specialmente dopo che Antonio Gramsci, sull\u2019 \u201cOrdine Nuovo\u201d del 15 luglio e dei giorni successivi \u2013 superando le diffidenze della direzione bordighista del partito -, si era mostrato possibilista nei confronti della nuova organizzazione. Il 17 e il 22 luglio i comunisti tennero sull\u2019argomento due riunioni consecutive \u2013 i cui verbali furono successivamente sequestrati dalla polizia \u2013 dove si affrontarono tre linee divergenti, quella di Simone Fardella (favorevole alla costituzione degli \u201cArditi del popolo\u201d); quella di Gaetano Canino (che proponeva di \u201cinfiltrarsi\u201d nel movimento per trascinarlo su posizioni comuniste); e quella del segretario della sezione Filippo Greco che rimaneva legato alla linea ufficiale bordighista: si sarebbero dovute costituire \u201csquadre d\u2019azione\u201d esclusivamente fra i comunisti. Alla fine, si trov\u00f2 una formula di compromesso (\u201c<i>costituire le squadre d\u2019azione comuniste; non ostacolare n\u00e9 disinteressarsi della istituzione degli Arditi del Popolo<\/i>\u201d) e s\u2019indisse una riunione per luned\u00ec 25 luglio per la definitiva costituzione delle squadre. Dei 95 tesserati che contava il Partito a Palermo, se ne presentarono alla riunione del 25 luglio, alle ore 20, circa la met\u00e0. A questi si aggiunsero i rappresentanti dei gruppi anarchici e repubblicani, che si era deciso d\u2019invitare dopo le manifestazioni di protesta inscenate dai fascisti nel fine settimana a seguito dei fatti di Sarzana del 21 luglio, che, mentre da un lato avevano galvanizzato le forze popolari, dall\u2019altro lasciavano presagire una recrudescenza di assalti alle sedi operaie. Dopo gli interventi, nell\u2019ordine, di Filippo Greco, Simone Fardella, Angelo Drago, Gabriele Pappalardo, Gioacchino Di Liberto, Placido Corallo e Calogero Librizzi, fu decisa la costituzione degli \u201cArditi del Popolo\u201d, \u201c<i>imitanto, in tal modo, ci\u00f2 che si \u00e8 fatto in diverse citt\u00e0 del continente <\/i>\u2013 si legge nella relazione trasmessa dal questore al prefetto di Palermo il 26 luglio -. <i>Tali Arditi del Popolo sarebbero divisi in tre squadre dirette, ciascuna, da un comandante e da un sotto comandante. Ad incitamento del Fardella stabilirono di far guerra senza quartiere ai fascisti ed alla borghesia. Alla fine fecero qualche evoluzione nei corridoi della Camera del Lavoro, dopo di che si sciolsero allontanandosi a piccoli gruppi. Ma successivamente, sempre alla spicciolata, pervennero in circa trenta in Via Libert\u00e0, all\u2019altezza di Via Notarbartolo, dove si riunirono dirigendosi verso la Piazza Alberico Gentile. Quivi poco dopo convennero pure piccoli gruppi di fascisti, come nelle sere precedenti: allora i comunisti, notato il movimento, si appiattarono dietro gli alberi in prossimit\u00e0 della via Cantieri, ci\u00f2 che fu rilevato dai fascisti. I due gruppi allora impegnarono una violenta brevissima mischia, durante la quale furono esplosi dei colpi di arma da fuoco. Con l\u2019immediato intervento della Forza Pubblica i rissanti si sbandarono e non fu possibile raggiungerli. Rimasero feriti i fascisti Corrado Achille, ex tenente degli Arditi, che riport\u00f2 lesione di arma da fuoco alla spalla destra guaribile in giorni dieci e lo studente Dragotto Angelo di Carmelo, di anni 18, che riport\u00f2 ferita lacero contusa alla regione parietale destra guaribile in giorni otto. Ignorasi se vi sia qualche altro ferito<\/i>\u201d. Il \u201cGiornale di Sicilia\u201d, che nel numero del 26-27 luglio dava notizia della costituzione del \u201cprimo gruppo degli Arditi del Popolo\u201d, riportava anche che il conflitto, avvenuto alle 23, aveva prodotto quattro feriti tra i fascisti (ne verr\u00e0 individuato solo un altro, Antonio Di Marco) ed uno tra i comunisti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Il 26 luglio, alle 13, per rappresaglia, i fascisti (una ventina secondo la Questura) tentarono di assaltare la Camera del Lavoro di via Maestri d\u2019Acqua (ironia della sorte: proprio mentre gli organismi direttivi delle due Camere del Lavoro, quella confederale di via Lungarini e quella di via Maestri d\u2019Acqua, emanavano un comunicato in cui sconfessavano l\u2019azione violenta del giorno prima), ma vennero \u201callontanati\u201d dalla polizia (i fascisti che venivano \u201cfermati\u201d in quel periodo erano subito rilasciati a piede libero). <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Per organizzare un\u2019ulteriore risposta da parte delle forze di sinistra venne indetta d\u2019urgenza una nuova riunione, quella sera stessa, alla fine della quale saranno arrestati dalla polizia e deferiti, il 29 luglio, all\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria: \u201c<i>Fardella Simone, fu Paolo, agente postale, comunista; Pappalardo Gabriele fu Antonio, sarto, anarchico, Albeggiani Arturo di Giovanni, studente, repubblicano; Drago Angelo di Mariano, agente postale, comunista; Corallo Placido, fu Francesco, elettricista, comunista; Librizzi Calogero di Leopoldo, comunista; Rosciglione Antonio di Salvatore, disoccupato, comunista; Sturiano Giuseppe fu Sebastiano, avventizio presso la Delegazione del Tesoro, comunista; Maramaldo Giuseppe, fu Onofrio, venditore ambulante, comunista<\/i>\u201d. Il presidente del Consiglio Bonomi e il Guardasigilli Rodin\u00f2 davano intanto agli organi periferici dello Stato e alla Magistratura precise istruzioni per reprimere e tenere in carcere il pi\u00f9 a lungo possibile gli \u201cArditi del Popolo\u201d; vi aggiungeranno il D.L. del 2 ottobre (\u201cProibizione dei corpi armati\u201d) e la Circolare del 21 dicembre 1921 in cui ne ordinavano lo scioglimento. La sezione palermitana degli \u201cArditi del Popolo\u201d, appena costituita, subiva per di pi\u00f9 il boicottaggio del nuovo comitato esecutivo del partito comunista, diffidato a far ci\u00f2 dalla dirigenza nazionale (conscia delle difficolt\u00e0 che incontrava ogni suo tentativo di egemonia), seguita a ruota dai vertici dei socialisti terzinternazionalisti e dei repubblicani. Senza l\u2019apporto dei comunisti, e con i suoi maggiori sostenitori in carcere o<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>perseguitati e minacciati di arresto, la sezione palermitana si sciolse da s\u00e9, a differenza di alcune sezioni della Sicilia orientale, animate perloppi\u00f9 da libertari, come quella di Catania che giunse ad avere 400 componenti e dur\u00f2, tra le pi\u00f9 longeve in Italia, fino all\u2019ottobre 1922.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Gli arrestati palermitani del 26 luglio vennero rilasciati il 26 ottobre, dopo tre mesi di carcere preventivo, per insufficienza di indizi. \u201c<i>Prima di lasciare il carcere<\/i> \u2013 scrive il \u201cVespro Anarchico\u201d del 6 novembre &#8211; <i>i liberati furono fatti segno ad una grande ovazione da parte dei detenuti, memori delle difese che i nostri compagni prestarono in loro favore contro gli abusi degli aguzzini<\/i>\u201d. Tra questi ultimi vi erano altri due anarchici, arrestati mesi prima, Joe Russo, detto l\u2019\u201dUnico\u201d e Gaetano Marino di Salemi. La redazione del \u201cVespro Anarchico\u201d aveva attivato per l\u2019occasione un comitato siciliano \u201cpro-vittime politiche\u201d (del fascismo), il primo del genere, di cui si occup\u00f2 personalmente Gabriele Pappalardo, non appena uscito dal carcere. <\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"> Natale Musarra<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GLI ARDITI DEL POPOLO A PALERMO Una targa affissa il 24 aprile scorso nel luogo dov\u2019era la Camera del Lavoro sindacalista di via Lungarini, in cui si riunivano nel 1921 gli anarchici e i repubblicani rivoluzionari di Palermo, intende ricordare &hellip; <a href=\"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/?p=651\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2418,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-651","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-general"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/651","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2418"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=651"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/651\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":652,"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/651\/revisions\/652"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}