{"id":815,"date":"2024-07-24T12:14:02","date_gmt":"2024-07-24T10:14:02","guid":{"rendered":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/?p=815"},"modified":"2024-07-24T12:14:02","modified_gmt":"2024-07-24T10:14:02","slug":"contro-la-guerra-e-il-militarismo-contro-la-militarizzazione-dei-territori-e-delle-nostre-vite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/?p=815","title":{"rendered":"Contro la guerra e il militarismo. Contro la militarizzazione dei territori e delle nostre vite"},"content":{"rendered":"<p><strong>SOLIDARIET\u00c0<\/strong><br \/>\n<strong>INTERNAZIONALISTA<\/strong><br \/>\n<strong>ANTIMILITARISTA<\/strong><\/p>\n<p><strong>La guerra calda<\/strong><br \/>\nLa terza guerra mondiale si avvicina. Possiamo ormai dirlo senza il punto interrogativo che abbiamo utilizzato per anni.<br \/>\nLa corsa al riarmo ha intrapreso una china pericolosa in tutto il globo terrestre; a fronte dei sempre pi\u00f9 gravi e irreversibili problemi climatici, alimentari, ambientali che affliggono l\u2019intera Terra, gli Stati investono risorse ingentissime nella costruzioni di armi di distruzione sempre pi\u00f9 sofisticate e conducono a vari livelli guerre in cui le popolazioni sono le prime vittime.<br \/>\nSi parla apertamente di guerra fredda, omettendo di dire che ai tempi della guerra fredda vigeva il principio (aberrante, ovviamente) della deterrenza, mentre adesso vige quello dello scontro diretto fra potenze imperialiste, in Ucraina, in Palestina, in Africa e in tanti altri posti \u201cdimenticati\u201d. La guerra \u00e8 calda e si surriscalda ogni giorno di<br \/>\npi\u00f9. Sono cos\u00ec tanti i segnali, che ormai si fa fatica ad elencarli.<br \/>\nE parole come \u201cpace\u201d, \u201cdiplomazia\u201d sono scomparse dal linguaggio politico e mediatico, che conosce solo termini come \u201cvittoria\u201d, \u201cnemico\u201d, \u201caumento delle pese militari (eufemisticamente chiamate \u201cper la difesa\u201d).<br \/>\nIl vertice NATO di luglio ha sancito questa strategia suicida che ha il suo fulcro nel conflitto in Ucraina, terreno in cui la sfida interimperialista \u00e8 pi\u00f9 avanzata e in cui la NATO e gli USA stanno puntando per una vittoria sul campo a tutti i costi. Costi in vite umane (oltre mezzo milione di morti e milioni di invalidi, la maggior parte civili); in distruzioni di citt\u00e0 e infrastrutture; in storno delle risorse per la guerra da capitoli importanti come servizi, strutture, salari, welfare, come in Italia abbiamo denunciato da anni.<br \/>\nL\u2019Italia torna da Washington con il nono pacchetto di vendita di armi allo stato ucraino: difesa anti-aerea Samp-T e missili Shadow; con l\u2019aumento della spesa militare per il 2024 e l\u2019impegno a contribuire alla NATO con il 2% del PIL. Inoltre ha spalancato le porte delle<br \/>\nbasi militari ai nuovi assetti NATO (leggasi: missili), come a Vicenza. Come se ci\u00f2 non bastasse, acquister\u00e0 24 cacciabombardieri Eurofighter da 300 milioni l\u2019uno, per una<br \/>\nspesa complessiva di 7,5 miliardi. In materia di missioni, oltre ad aver confermato le preesistenti, il governo ne ha varate tre nuove (Levante, nell\u2019area mediorientale e del mediterraneo orientale; Aspides, in funzione anti Yemen nel Mar Rosso, Golfo di Aden e<br \/>\nGolfo Persico; Agenor nello Stretto di Hormuz), con una modifica della legge 145 del 2016 in modo da scavalcare il Parlamento a cui vanno concessi 5 giorni per esaminare una procedura accelerata del Consiglio dei Ministri, che poi ha via libera nel rafforzamento dei mezzi e delle unit\u00e0 in missione. I costi sono lievitati da 1,71 miliardi del 2023 a 1,82 miliardi nel 2024.<br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 pronta a intervenire in una prossima guerra (si veda anche l\u2019accordo in tal senso tra Leonardo e RFI del 15 aprile scorso), e si atteggia a potenza imperiale con interessi nazionali da difendere in diverse aree del Mondo (coincidenti con gli interessi di ENI), e in particolare in quello che, con cipiglio coloniale, viene definito \u201cMediterraneo allargato\u201d, ambito dentro il quale \u00e8 stato previsto il famigerato Piano Mattei per alcuni paesi africani, in gran parte atto a definire politiche antimigratorie e segregazioniste.<\/p>\n<p><strong>La Sicilia nella spirale mafia-militarismo<\/strong><br \/>\nLa Sicilia come ben sappiamo \u00e8 da lungo tempo al centro di tali strategie che la proiettano immediatamente nel nuovo conflitto mondiale.<br \/>\nDal dopoguerra in poi \u00e8 sempre stata la punta di lancia del militarismo statunitense (come del resto tutta la penisola italiana).<br \/>\nLa nostra isola, per la parte politica amministrativa \u00e8 gestita dallo stato Italiano e per tutte le altre situazioni, in particolar modo quelle militari e di carattere geopolitico, dagli americani.<br \/>\nAlla mafia \u00e8 demandato il controllo a livello sociale ed economico.<br \/>\nCome anarchiche ed anarchici della FAS pensiamo che in caso di estensione della guerra sul nostro territorio la mafia sar\u00e0 il soggetto politico che cercher\u00e0 in tutti modi di impedire qualunque forma di\u00a0 opposizione al conflitto. Del resto l\u2019abbiamo vista in azione ai tempi<br \/>\ndella lotta contro la base missilistica di Comiso, fino alla battaglia contro il MUOS di Niscemi, e nella gran parte degli appalti delle basi USA e NATO, in particolare a Sigonella.<br \/>\nPer queste ragioni non possiamo fare finta di nulla: la mafia continua a rimanere una realt\u00e0 cardine delle logiche di comando.<br \/>\nA tal proposito non dobbiamo dimenticare che la Sicilia ha una classe politica traversale, sia essa &#8220;progressista&#8221; o conservatrice-reazionaria, impegnata con ogni mezzo per il mantenimento dello status quo, di cui la mafia \u00e8 perno fondamentale, soggetto<br \/>\nimprescindibile per garantire ordine e controllo sociale.<br \/>\nUno dei compiti che un possibile movimento di liberazione sociale deve avere in Sicilia (e non solo), deve essere pertanto quello di opporsi e combattere la mafia. La distruzione della borghesia mafiosa diventa obiettivo imprescindibile di qualunque dimensione sovversiva che si ponga contro lo stato ed il capitale.<br \/>\nSiamo ben consci che il movimento contro la guerra che si \u00e8 sviluppato in Sicilia, ha svolto negli ultimi mesi iniziative importanti contro l&#8217;industria bellica ed a sostegno alla causa palestinese, ma non dobbiamo nasconderci che esso rimane un movimento di militanti, che non riesce (o non riesce pi\u00f9) a portare in piazza le persone comuni con l\u2019obiettivo di opporsi alla guerra. \u00c8 un movimento debole, e temiamo che in caso di un possibile coinvolgimento bellico rischierebbe seriamente di essere spazzato via dalla repressione.<br \/>\nLe ulteriori restrizioni securitarie all\u2019agibilit\u00e0 politica dei movimenti lo confermano. Il clima bellico sta portando la repressione del dissenso; ogni minima voce discordante viene tacciata di collaborazionismo con i nemici della \u201cDemocrazia\u201d. Eppure in Sicilia si \u00e8 sviluppata la lotta ultra-decennale del Movimento No MUOS che in determinati momenti \u00e8 stato realmente di massa. Crediamo che non ci siano altri antidoti alla repressione che quello di ricostruire quel tipo di movimento.<\/p>\n<p><strong>La terza guerra mondiale<\/strong><br \/>\nLe recenti mobilitazioni sulla Palestina, purtroppo per una certa miopia da parte dei promotori, non sono riuscite ad avere quella portata dirompente che avrebbero potuto avere se si fossero inserite nel quadro generale della lotta contro la Guerra. Invece le si<br \/>\n\u00e8 volute focalizzare sulla sola questione Israelo-Palestinese, senza capire che questa volta essa si svolge pienamente all\u2019interno dello scontro imperialista che vede contrapposto l&#8217;occidente liberista e autoritario all&#8217;imperialismo dittatoriale Cinese e Russo, con la partecipazione dei regimi fascisti e autocratici di Turchia e Iran, che cercano di ritagliarsi uno spazio vitale come potenze imperialiste, facendo leva su un Islam Politico come attore indipendente.<br \/>\nLa neonata esperienza dei BRICS \u00e8 in corso d&#8217;opera, ma in questo momento sono le alleanze militari a cambiare le carte in tavola.<br \/>\nAnche da questo quadro emergono i tanti segnali di una guerra che coinvolger\u00e0 la Sicilia e l\u2019Italia.<br \/>\nL&#8217;attentato a Donald Trump in corsa per elezioni presidenziali di novembre, e la profonda spaccatura creatasi sin dal tentato colpo di stato di Capitol Hill, ci fanno capire quanto gli Stati Uniti siano a rischio guerra civile. Ci troviamo di fronte ad una situazione di caos<br \/>\nglobale: il conflitto Russo-Ucraino e la guerra in Palestina ci indicano come il mondo a guida americana abbia esaurito la sua spinta egemonica. La risposta per\u00f2 \u00e8 ancora la guerra!<br \/>\nCome dimostra il recente vertice Nato tenutosi oltreoceano che ha visto anglo-americani e Comunit\u00e0 Europea prepararsi ad affrontare militarmente la Russia (e non solo).<\/p>\n<p><strong>Il sostegno alla causa palestinese<\/strong><br \/>\nLa guerra che in Palestina lo stato di Israele conduce contro il popolo Palestinese ci rivela sempre di pi\u00f9 una logica basata sul massacro ed il genocidio, a cui si contrappone la strategia di Hamas, che risulta funzionale alla propria logica di dominio: infatti questa guerra asimmetrica ci dimostra in tutta evidenza la volont\u00e0 di potenza delle rispettive dirigenze politiche.<br \/>\nPer questo, pensare che il 7 ottobre sia stata un&#8217;azione della resistenza palestinese contro il colonialismo sionista \u00e8 miope e riduttivo. A nostro avviso quanto avviene a Gaza risponde all\u2019esigenza di aprire il secondo fronte di guerra mondiale contro l&#8217;imperialismo yankee, di<br \/>\ncui sono vittime la popolazione della striscia di Gaza e la possibilit\u00e0 di perseguire una coesistenza politica pacifica tra palestinesi e israeliani.<br \/>\nLa resistenza palestinese, murata dentro un ottica religiosa e nazionalista, fa solo il gioco degli imperialismi autocratici e religiosi, cos\u00ec come l&#8217;asservimento dell&#8217;Autorit\u00e0 palestinese alle logiche occidentali continuava a perpetuare il tallone di ferro israeliano.<br \/>\nChi paga tutto questo sono i proletari palestinesi, con un immane contributo di sangue.<br \/>\nTutto ci\u00f2 non pu\u00f2 che limitare ogni pratica internazionalista, mancando, nell\u2019attuale classe dirigente palestinese (della Striscia di Gaza come della Cis-Giordania) quella prospettiva rivoluzionaria, o quantomeno progressista, da difendere e sostenere.<br \/>\nOpporsi all\u2019immane tragedia causata dal governo e dall\u2019esercito israeliani non ci pu\u00f2 esimere dalla critica militante al modello societario integralista, patriarcale, gerarchico, fondamentalista che la dirigenza di Hamas rappresenta, confermato anche dal sostegno che riceve da dittature e petro-monarchie (Iran. Qatar, Turchia, ecc.) dove vengono cancellati i diritti delle donne, dove le opposizioni vengono messe a tacere, dove popoli come quello<br \/>\ncurdo vengono massacrati.<br \/>\nIl sostegno internazionalista alla causa palestinese deve essere indirizzato verso tutte le forme di opposizione laiche, antimilitariste, rivoluzionarie e rivolgersi, nel contempo, anche a quella, seppur minoritaria parte della societ\u00e0 israeliana che rifiuta il<br \/>\nsionismo e il colonialismo, disertando la guerra.<br \/>\n\u00c8 stata importante la presenza dei giovani americani di cultura e religione ebraica all&#8217;interno del movimento universitario, perch\u00e9 ha portato ad un confronto con la componente palestinese, e prefigura un modo diverso di affrontare la questione israelo-palestinese.<\/p>\n<p><strong>Guerra e clima<\/strong><br \/>\nLa guerra mondiale in corso ci riporta prepotentemente dentro la questione climatica. L\u2019apparato industriale e militare, parte integrante di tutti i sistemi imperiali in gioco, \u00e8 uno dei fattori del cambiamento climatico in atto. Per questo \u00e8 importante spingere il movimento contro la guerra verso una unificazione delle lotte con il movimento ecologista.<br \/>\nIn Sicilia (ed in Italia) \u00e8 importante che si costruisca una unit\u00e0 di intenti che unifichi ad esempio le lotte contro la devastazione ambientale o per la mancanza di acqua, perch\u00e9 fermando la catastrofe ambientale si ferma la guerra.<\/p>\n<p><strong>Sostegno internazionalista <\/strong><strong>a rivoluzioni e rivolte<\/strong><br \/>\nChi sceglie di schierarsi con un esercito e uno Stato, magari per bisogno di autodifesa, come alcuni anarchici ucraini e dell\u2019est; o chi, per opportunismo politico &#8211; come alcuni settori anticapitalisti &#8211; sceglie di schierarsi con i fondamentalismi religiosi ed i regimi russo e cinese, consegna ai signori della guerra la trasformazione del pianeta, permettendo ancora una volta lo sfruttamento e l\u2019oppressione degli umani e di tutti gli altri esseri viventi.<br \/>\nSta a noi rovesciare questo presente e il suo grigio futuro, sostenendo tutte le rivoluzioni e le rivolte che in ogni dove della terra, dal Chiapas al Rojava, dall&#8217;Africa all\u2019India, passando dalle Citt\u00e0 del Mondo, qui ed ora, creano una societ\u00e0 di liberi\/e ed eguali.<br \/>\nNon si tratta di proporre ed esportare modelli, ma di far circolare pensieri, idee e pratiche da modellare in situazioni differenti.<\/p>\n<p><strong>Il disfattismo antimilitarista<\/strong><br \/>\nLa guerra \u00e8 all\u2019origine dell\u2019ordinamento attuale della societ\u00e0, fondato su rapporti di dominio, sfruttamento e oppressione. Per questo manteniamo la nostra posizione di netto rifiuto della guerra e ci riconosciamo nell\u2019idea del disfattismo rivoluzionario.<br \/>\nIl disfattismo rivoluzionario \u00e8 una posizione di opposizione alla guerra che si pone l&#8217;obiettivo della disfatta del governi e della classe dominante del proprio paese.<br \/>\nIl disfattismo non accetta la pace sociale imposta dai governi in tempi di guerra attraverso la censura e la repressione che arriva fino a comprendere la legge marziale.<br \/>\nIn risposta a tutto questo si risponde con la lotta contro il governo, attraverso il sabotaggio della guerra, appoggiando le lotte sociali.<br \/>\nIl disfattismo agisce all&#8217;interno di un ottica internazionalista e rivoluzionaria con lo scopo di provocare la sconfitta dell\u2019imperialismo del proprio paese.<br \/>\nL\u2019impegno di chi si oppone alla guerra deve essere lo sviluppo della propaganda antimilitarista, la realizzazione e la diffusione di pratiche di disobbedienza civile e di sabotaggio all\u2019interno delle strutture civili pubbliche e militari che concorrono allo sforzo bellico ed al coinvolgimento diretto nelle operazioni di guerra.<br \/>\nIn questo quadro diventa di primaria importanza la solidariet\u00e0 e il sostegno a tutti coloro che disertano e diserteranno; la parola d&#8217;ordine della diserzione deve diventare una costante in tutte le iniziative volte a fermare la guerra.<br \/>\nImpegnarsi quindi con interventi dentro e fuori le scuole e le universit\u00e0 che denuncino la cultura militarista e le relazioni con l&#8217;industria bellica in cui queste sono invischiate.<br \/>\nBisogna essere presenti nei luoghi di lavoro ed in particolar modo davanti le aziende che fanno la guerra, sensibilizzando i lavoratori affinch\u00e9 si mobilitino per la loro riconversione<br \/>\nad usi civili.<br \/>\nIn Sicilia, come anche sul restante territorio italiano, dobbiamo pensare a reti di mutuo appoggio popolare in previsione dell\u2019arrivo della guerra nel nostro paese.<br \/>\nLa FAS si riconosce nel disfattismo rivoluzionario, nella disubbidienza civile, nell\u2019obiezione individuale e di massa; cerca di rompere le attuali logiche imperialiste, capitaliste, nazionaliste e autoritarie, rifiutando le divisioni imposte dai confini, respingendo il concetto di integrit\u00e0 territoriale e di difesa nazionale, perch\u00e9 tali concezioni sono costituenti delle idee patriottiche, che nascondono le divisioni tra sfruttati e sfruttatori e tra oppressi e oppressori.<br \/>\nLottiamo contro la guerra e gli eserciti con una volont\u00e0 che sappia identificare le relazioni tra l&#8217;ideologia militare e le altre forme di oppressione, quali il patriarcato, il capitalismo e il razzismo, creando e praticando nuove forme di relazioni umane.<\/p>\n<p><strong>Federazione Anarchica Siciliana<\/strong><br \/>\ncontatti: fas.corrispondenza@inventati.org &#8211; fasiciliana.noblogs.org<br \/>\n&#8211; luglio 2024<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fasiciliana.noblogs.org\/files\/2024\/07\/il-doc.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">(documento in formato pdf)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SOLIDARIET\u00c0 INTERNAZIONALISTA ANTIMILITARISTA La guerra calda La terza guerra mondiale si avvicina. 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