I VERI VIOLENTI INDOSSANO LA DIVISA

La Federazione Anarchica Siciliana respinge fermamente le accuse di “infiltrazioni anarchiche ed estremiste” nel movimento NO MUOS e in particolare durante il blocco in contrada Ulmo di oggi mercoledì 8 maggio. Chi ha tirato in ballo queste insinuazioni vuole solo dividere il movimento in buoni e cattivi, criminalizzando gli attivisti.

Lo sgombero effettuato dalla polizia (come sempre con metodi duri), ha dimostrato ancora una volta da che parte stia l’estremismo e da che parte provenga la violenza: e cioè dalla parte della Marina militare Usa che in Sicilia mantiene strutture di guerra e di morte; e dalla parte dello Stato, che quotidianamente garantisce una scorta armata a ditte legate alla mafia per farle accedere a un cantiere dichiarato abusivo. Per fare tutto questo, lo Stato sgombera i blocchi, ferma le persone, le denuncia, emette fogli di via nei confronti degli attivisti, esercitando un ruolo terroristico contro chi difende la propria terra dalla militarizzazione e dalle sue nefaste conseguenze per la salute, per l’ambiente e per la stessa vita sociale.

Alla faccia dei provocatori di ogni risma, gli anarchici sono parte integrante del Movimento No Muos, e lo dimostra l’impegno che a viso aperto abbiamo sempre profuso in questa lotta, e da tempi non sospetti, per promuovere uno sviluppo autonomo del Movimento No Muos, libero dai partiti, non burocratizzato, improntato all’assemblearismo e all’azione diretta. E il largo consenso che abbiamo riscontrato in chi lotta contro il MUOS e contro le 46 antenne della base NRTF n. 8, è la migliore garanzia contro qualunque interessata speculazione.

Federazione Anarchica Siciliana – FAS

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NO MUOS NISCEMI, 30 MARZO – APPELLO PER UNO SPEZZONE ROSSO E NERO

Il 30 marzo a Niscemi il Coordinamento regionale dei Comitati NO MUOS ha indetto una manifestazione nazionale a sostegno della lotta per la revoca definitiva immediata dell’installazione del MUOS e lo smantellamento delle 46 antenne NRTF; per la smilitarizzazione della base americana di Sigonella, da riconvertire in aeroporto civile internazionalee di tutte le basi militari in Sicilia; perché si taglino le spese militari; perchè la Sicilia sia una culla di Pace al centro di un Mediterraneo mare di incontro, di convivenza e di cooperazione tra i popoli.

Dopo alcuni mesi di revoca dal basso dei lavori attuata dagli attivisti NO MUOS e dai cittadini di Niscemi attraverso il presidio permanente e i blocchi ai cancelli della base della Marina militare statunitense, che ha costretto il governo della Regione a revocare ufficialmente le autorizzazioni a suo tempo concesse dalla precedente amministrazione, si va sviluppando un’esperienza di autogestione e di democrazia diretta che ogni giorno coinvolge sempre più persone.

La lotta contro il MUOS può ormai considerarsi, a pieno titolo, uno dei principali movimenti di resistenza dal basso contro le politiche di dominio e di devastazione in Italia, e il contributo degli anarchici in questo senso è stato, ed è, fondamentale.

La Federazione Anarchica Siciliana lancia un appello a tutti gli anarchici per una presenza organizzata alla manifestazione del 30 marzo.

L’appuntamento è a Niscemi, in contrada Apa, alle ore 14,30, per il corteo fino alla base NRTF; un secondo corteo si svolgerà in città alle ore 19,30. Seguiranno interventi e concerto finale.

 Federazione Anarchica Siciliana – FAS

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PER INFO: federazioneanarchicasiciliana@inventati.org

 

 

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Conferenza NO MUOS

Locandina

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INTERESSE STRATEGICO

«Quello del Muos è un sito di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati. Non sono accettabili comportamenti che impediscano l’attuazione delle esigenze di difesa nazionale».
Tre giorni fa, con queste parole minacciose, il ministro dell’Interno Cancellieri aveva chiarito senza tanti giri di parole le reali intenzioni dello Stato italiano.
Questa notte, polizia e carabinieri armati di tutto punto hanno invaso Niscemi bloccando tutte le vie d’accesso per occupare militarmente la zona e consentire il passaggio del convoglio che trasportava le attrezzature necessarie all’avvio dei lavori per il completamento del radar satellitare MUOS. La libertà di circolazione è stata sospesa per diverse ore.
La mobilitazione dei cittadini niscemesi e di tanti solidali provenienti da altre province siciliane è stata immediata. Con coraggio e determinazione, il popolo NO MUOS ha organizzato dei blocchi stradali per impedire pacificamente e a mani nude il passaggio del convoglio. Le forze del disordine hanno caricato e picchiato i manifestanti, sgomberandoli duramente, a uno a uno.
Solo alle 4.30 del mattino, dopo ore di resistenza, il convoglio ha fatto il suo ingresso nella base militare di Niscemi.
Con questo atto di guerra, la ragion di Stato si impone violentemente per tutelare gli interessi militari degli Stati Uniti d’America.
Il teatrino andato in scena all’Assemblea Regionale Siciliana con l’approvazione di una inutile mozione contro il Muos è stato miseramente svelato dall’azione del governo. Il progetto dello Stato va avanti con la complicità e l’ignavia dei politicanti siciliani e nazionali che fanno finta di litigare in vista delle prossime elezioni.
L’interesse strategico della Repubblica Italiana non contempla il diritto alla salute dei niscemesi e di tutti i siciliani. L’interesse strategico della Repubblica Italiana è quello di consentire la realizzazione di uno strumento di morte utile alle guerre del futuro. L’interesse strategico della Repubblica Italiana è quello di devastare e saccheggiare il territorio e le speranze di riscatto di un’intera regione.
Esprimiamo massima solidarietà al popolo NO MUOS colpito dalla repressione e rinnoviamo il nostro impegno all’interno di questa lotta di civiltà contro la barbarie dello stato e del militarismo.

Federazione Anarchica Siciliana

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Dall’econoMIA all’econoNOSTRA – Convegno a Catania

Sulla macelleria che chiamano crisi, analisi e proposte per costruire alternative praticabili.
Convegno di studi promosso dall’Ateneo Libertario di Catania in collaborazione con la Federazione Anarchica Siciliana.

Sabato 27 ottobre alle 17.30 al Teatro Coppola di Catania

 

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NON VOTARE! NON DELEGARE!

 

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CONTRO IL MUOS LOTTIAMO CON DETERMINAZIONE

Migliaia di donne e uomini hanno manifestato, sabato 6 ottobre, contro l’installazione del Muos a Niscemi e per una Sicilia libera dalle servitù militari. Una giornata di grande mobilitazione che ha premiato gli sforzi del Coordinamento regionale dei Comitati di base “No Muos” e che rappresenta uno dei più alti momenti di partecipazione dal basso e di autorganizzazione in Sicilia da molti anni a questa parte.

Questa è una lotta che va avanti da molto tempo, ma che solo negli ultimi mesi è riuscita a rompere il muro del silenzio e dell’indifferenza. Il merito va all’ostinazione dei niscemesi e di tutti i siciliani che si sono organizzati, nelle realtà di base e di movimento, per fare informazione, per denunciare, per tenere alta l’attenzione sullo scempio umano, ambientale ed economico rappresentato dal Muos e da tutte le infrastrutture militari.
Nell’ultimo mese le scadenze di lotta sono state sempre più intense, e non sono mancate le attenzioni repressive da parte delle istituzioni, con le 17 denunce a scopo intimidatorio nei confronti di militanti No Muos.

Sabato scorso, la notizia del sequestro dell’area da parte della magistratura ha comprensibilmente rallegrato i manifestanti, che hanno visto in questo provvedimento una prima, parziale affermazione delle ragioni della protesta.
È di vitale importanza capire che si tratta di una lotta ancora lunga e difficile, e che non ci si deve per niente illudere di poter confidare nelle istituzioni per la definitiva risoluzione del problema.
Il valore intrinseco della lotta No Muos risiede nell’autorganizzazione dei comitati, nell’orizzontalità delle decisioni, nella volontà di fare rete in maniera solidale, nella capacità di fare sintesi tra esperienze e contributi diversi comunque orientati verso lo stesso obiettivo.
Altrettanto importante è stata la solidarietà ricevuta dal movimento No Tav, così come quella delle donne No Dal Molin, intervenute al corteo; e sono stati rilevanti sia il presidio svoltosi in contemporanea a Bologna, sia la manifestazione No Muos organizzata in Australia: tutti segnali che dimostrano quanto il movimento stia assumendo una dimensione che va ben oltre l’ambito siciliano, nel solco del mutuo appoggio e dell’internazionalismo.

Come spesso accade, quando un movimento di lotta reale raggiunge i primi, confortanti risultati, ecco che irrompono i soliti protagonisti d’infamia e di calunnia. Sparuti relitti fascisti, che già da tempo avevano cercato di infiltrarsi nel movimento per condizionarlo in senso qualunquistico e renderlo inoffensivo hanno, infatti, dapprima piagnucolato per il divieto impostogli dalla questura di manifestare nel corteo No Muos “per motivi di ordine pubblico”, e quindi hanno pubblicamente insinuato l’esistenza di presunti accordi preventivi con la polizia da parte degli organizzatori della manifestazione, accusandoli persino di averne chiesto la protezione. Queste vergognose balle infognano ulteriormente, senz’ombra di possibili equivoci, chi le ha messe in giro, e non meritano altri commenti.

Quello che conta davvero, adesso, è tenere alta l’attenzione affinché la lotta prosegua senza soste, a Niscemi così come in tutta la Sicilia, facendo anche maggior chiarezza sui suoi valori fondanti.
La lotta per il disarmo, per la smilitarizzazione della Sicilia, per la costruzione della pace contro tutte le guerre non può che essere lotta antiautoritaria per l’emancipazione e l’internazionalismo.
Mafiosi, fascisti, reazionari, politicanti stiano alla larga dal Movimento No Muos!
Le compagne e i compagni della Federazione Anarchica Siciliana continueranno a offrire il loro contributo, sincero e disinteressato, a questa lotta, valorizzando il suo carattere autogestito, popolare e di massa, per una Sicilia libera e solidale.

Federazione Anarchica Siciliana

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Palermo, incontri con Staid e Vaccaro

Due giorni di incontri, cultura e musica a cura di Bar Libreria Garibaldi, Spazio di Cultura Libert’Aria e Federazione Anarchica Siciliana.

Giovedì 23 febbraio dalle ore 18.00 al Bar Libreria Garibaldi (p.zetta Cattolica/via Paternostro), in occasione del 25° anniversario dalla nascita della casa editrice Elèuthera, lo scrittore Andrea Staid presenterà il video “Un’ idea esagerata di libertà“.
A seguire, Salvo Vaccaro presenterà l’ultimo libro da lui curato: “Pensare altrimenti. Anarchismo e filosofia radicale del Novecento“.
Il pomeriggio sarà introdotto da Antonio Cardella, della Federazione Anarchica Italiana.

Venerdì 24 febbraio, alle 18.00, nello Spazio di Cultura Libert’Aria (via Lungarini, 23), Andrea Staid presenterà il suo ultimo libro: “Le nostre braccia. Meticciato e antropologia delle nuove schiavitù” (agenziaX).
A seguire, aperitivo rinforzato e “Sonora mediterranea” in concerto.

Vi invitiamo a partecipare!

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Pensare altrimenti. Anarchismo e filosofia radicale del Novecento.

Il XX secolo ha decretato la fine del comunismo e del socialismo, il XXI secolo sta decretando l’impossibilità di vita sul pianeta sotto un unico regime liberale e capitalista. Una possibile via di salvezza collettiva è sperimentare l’ipotesi anarchica, l’unica teoria e pratica “illuminata” cui non è stata mai data l’opportunità di provare la bontà delle proprie tesi. Ma, indubbiamente, un anarchismo per il XXI secolo non può limitarsi alla teoria forgiata tra il XVIII e il XIX secolo, né può rinchiudersi in una strategia politica elaborata tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.
Questa antologia raccoglie un’idea forte: l’anarchismo può rilanciarsi come ipotesi adeguata per interpr etare e cambiare il mondo nel XXI secolo a patto di aprirsi ai contributi di intellettuali, filosofi e studiosi che non sono stati anarchici, ma le cui idee sono molto in sintonia con le teorie anarchiche.

Salvo Vaccaro (Palermo, 1959) insegna Filosofia politica all’Università di Palermo. Ha curato diversi volumi di e su Nietzsche, Adorno, Deleuze, Foucault, Honneth, Chomsky, ed è autore di CruciVerba (2001), Anarchismo e modernità (2004), Biopolitica e disciplina (2005). Redattore della rivista “Libertaria“, recentemente ha curato due lavori antologici sulla governance e due quaderni monotematici dedicati alle prospettive post-anarchiche e neo-anarchiche.

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Le nostre braccia. Meticciato e antropologia delle nuove schiavitù.

Le nostre braccia al lavoro. Le braccia dei migranti che formano le fila dei nuovi schiavi, non sono semplicemente i cardini sui cui poggia il benessere delle società privilegiate. Sono ossa e muscoli di africani, sudamericani, asiatici, sono nervi e cervelli di donne e uomini che viaggiano per cambiare la loro vita. Il meticciato è l’elemento fondamentale per oltrepassare la nozione stessa di identità, la principale minaccia che si contrappone alla riscoperta della ricchezza delle differenze. Attraverso l’analisi antropologica Andrea Staid decostruisce il modello multiculturale caro ai medi a progressisti (o presunti tali), verificando le proprie tesi in decine di interviste a lavoratori migranti da cui sono stati selezionati ed elaborati i racconti più significativi di muratori, badanti, manovali, contadini e attivisti politici.

Andrea Staid è nato nel 1982 a Milano. Storico e antropologo, redattore di elèuthera, scrive per diverse riviste tra cui “A” e “Libertaria“. È autore de Gli arditi del popolo (La Fiaccola, Ragusa) ed è tra i curatori di A cerchiata (Elèuthera).

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UN CESELLO CRIMINALE

«Un’operazione di cesello».

Gian Carlo Caselli, magistrato “democratico” che guida la Procura della Repubblica di Torino ha definito così la maxioperazione repressiva che ha portato all’arresto di decine di persone in tutta Italia. E poi ha precisato: «Non è un’azione contro il movimento No Tav».
Certo, come no.
Quella imbastita dai magistrati torinesi è una massiccia ritorsione nei confronti della solidarietà popolare che si è espressa in Valsusa lo scorso luglio quando decine di migliaia di persone si riversarono in valle per difendere quel territorio dall’aggressione militare dello stato italiano. Il messaggio è chiaro: la realizzazione del Tav, la devastazione della Valsusa, la tutela degli interessi degli speculatori restano una priorità di governo, politico o tecnico che sia.
Questi arresti servono anche a intimidire le decine e decine di iniziative di protesta che stanno divampando in ogni angolo del paese.
Il 3 luglio del 2011, migliaia di persone furono gassate dai lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo per il solo fatto di essersi avvicinate alle reti del cantiere. Una rappresaglia violentissima scatenata contro una comunità solidale e resistente che aveva dato vita, nelle settimane precedenti, alla Libera Repubblica della Maddalena, un importante esperimento sociale e politico di autogestione popolare.
Oggi, i magistrati puntano alla criminalizzazione del movimento in maniera “raffinata”, colpendo i militanti politici, cercando di scavare un solco tra il popolo valsusino e chi lo ha sempre sostenuto attivamente.
Siamo certi che questa strategia, vigliacca e ipocrita, fallirà miseramente.

LIBERTÀ IMMEDIATA PER TUTTI GLI ARRESTATI!
SOLIDARIETÀ ALLA VALSUSA CHE RESISTE ALLA DEVASTAZIONE DELLO STATO E DEL CAPITALE!

Federazione Anarchica Siciliana

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DI QUA DAL FARO

Manifestazioni di conflitto sociale in Sicilia.

Molto si è detto a proposito del Movimento dei Forconi, di “Forza d’Urto” e delle proteste che in questi giorni hanno paralizzato la Sicilia. Il blocco dell’Isola è stato promosso e organizzato da precise categorie sociali e lavorative: agricoltori e autotrasportatori all’inizio, seguiti – quasi subito – dai pescatori di alcune marinerie e, via via, da edili, artigiani, commercianti, studenti, disoccupati, diventando nel giro di pochi giorni il collante del diffuso malcontento sociale. I motivi scat enanti della protesta sono legati all’aumento vertiginoso dei costi di produzione e della pressione fiscale, allo strozzinaggio dei mercati e della grande distribuzione verso i produttori agricoli. Tutti elementi che contribuiscono a innalzare vertiginosamente il costo della vita, a ridurre il reddito e a indebitare in maniera pesante parecchie categorie. Queste proteste si sono sviluppate in tutta la Sicilia anche se con modalità e connotazioni diverse a seconda dello scenario territoriale e sociale. Durante i blocchi delle strade, delle infrastrutture industriali, delle autostrade, dei porti, i manifestanti hanno espresso modalità diversificate. Non è un movimento omogeneo né lo si può incasellare secondo le solite categorie ideologiche. Limitarsi a giudizi trancianti nei riguardi di questi movimenti sarebbe però sbagliato. Nulla in Sicilia può essere compreso se non ci si sforza di analizzare il contesto. Da sempre, in questo territorio, la pace sociale è stata garantita da un sistema politico-clientelare e mafioso che ha ingessato la società siciliana fin nelle sue intime fibre. In Sicilia il welfare è stato costruito con il ricatto permanente dei bisogni, con la politica dei favoritismi e dei privilegi, con lo sperpero delle risorse pubbliche, con i finanziamenti a fondo perduto. Tutto questo non ha mai creato una vera realtà economica e produttiva. In tempo di capitalismo globale, quando la crisi fa saltare tutti i punti di riferimento possibili, è chiaro che la Sicilia – terzo mondo dell’Occidente – venga investita in pieno da questa devastazione. Settori che prima erano garantiti da politiche assistenziali si trovano oggi abbandonati a loro stessi, con una classe politica regionale che non è più in grado di forni re reddito. I politici pensano solo alla loro sopravvivenza, cercando di restare aggrappati ai loro privilegi. Non è casuale che Confindustria e sindacati abbiano criminalizzato immediatamente questo movimento tacciandolo di essere infiltrato dalla mafia. Vogliamo ricordare che, storicamente, Conf industria in Sicilia è stata espressione della borghesia mafiosa, contribuendo a consolidare il potere economico di Cosa Nostra. I sindacati, dal canto loro, non hanno fatto mai nulla per impedire che l’economia siciliana si sviluppasse realmente ma, anzi, sono stati parte integrante di questo sistema di favoritismi, clientele e privilegi. Tutto questo non significa che all’interno delle proteste non ci possano essere elementi mafiosi e fascisti. La storia dei movimenti popolari in Sicilia ci insegna che determinati soggetti, nei periodi di conflitto sociale, sono sempre pronti a svolgere un ruolo non secondario nelle vicende dell’Isola. Questa constatazione ci induce a non rimanere indifferenti e distanti rispetto a quello che sta succedendo o a ciò che potrà succedere in futuro. Il conflitto in atto ha messo in moto energie popolari fino ad ora bloccate dal controllo e dalla delega e ha risv egliato una voglia di partecipare in prima persona impensabile fino a poche settimane fa. Quello che ci importa, pertanto, è rilanciare, estendere e radicalizzare l’iniziativa dal basso, anche in una fase successiva all’attuale mobilitazione, individuando gli obiettivi unificanti e che vadano nel senso da noi auspicato di gestione pubblica, di base, diretta e popolare delle risorse, dei servizi, delle attività lavorative. Senza padroni e senza padrini.

Federazione Anarchica Siciliana

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